Biblioteca · Scheda bibliografica
La traduzione di Folco Testena (1919)
La prima versione completa del Martín Fierro in un’altra lingua nacque a Buenos Aires, in italiano e in versi. È il testo che si legge nel lettore di questa edizione: ecco da dove viene, in che stato è e perché si può pubblicare.
Scheda
- Traduttore
- Folco Testena (Comunardo Braccialarghe), Macerata, 1875 – Buenos Aires, 26 marzo 1951
- Titolo
- Martín Fierro y La vuelta de Martín Fierro. Poemi creoli tradotti in versi italiani da Folco Testena
- Editore
- Edición de la revista «Nosotros», Buenos Aires
- Anno
- 1919
- Tipo
- Traduzione in versi, integrale (prima e seconda parte), edizione bilingue
- Esemplare
- Ibero-Amerikanisches Institut, Preußischer Kulturbesitz (Berlino), PPN 835991172. Apri il facsimile ↗
- Diritti
- Pubblico dominio (vedi sotto)
Il traduttore
Folco Testena è il nome con cui firmava Comunardo Braccialarghe, nato a Macerata nel 1875, primo di dieci figli. Nel 1897 partecipò alla spedizione garibaldina in Grecia guidata da Ricciotti Garibaldi. Nel 1910 emigrò a Buenos Aires, dove visse fino alla morte, il 26 marzo 1951.
Lo studio di Sara Iriarte legge la traduzione come una «credencial cultural», una credenziale culturale con cui Testena si presentava al mondo letterario argentino; Antonella Cancellier ne ricostruisce, a cent’anni dalla pubblicazione, la storia editoriale e le revisioni.
L’edizione del 1919 e le successive
La traduzione uscì nel 1919 per le edizioni della rivista Nosotros, che ne annunciò la pubblicazione nel numero di dicembre. Il titolo è citato così da Cancellier (2020); Iriarte (2020) lo cita come «El gaucho Martín Fierro y La vuelta de Martín Fierro». Va confrontato con il frontespizio del facsimile. La rivista Nosotros annuncia l’uscita nel dicembre 1919 (año XIII, n. 127, secondo Cancellier). La trascrizione di archivo.ar segnala che il frontespizio dell’esemplare digitalizzato reca 1920.
Il volume è bilingue: lo spagnolo di Hernández e l’italiano di Testena in colonne affiancate. Si apre con un prologo del traduttore, «Il perchè di questa traduzione», e si chiude con note, che qui non riproduciamo e si possono leggere nel facsimile.
Testena rivide più volte il suo lavoro. Le edizioni successive citate dagli studi sono:
- 1930, Buenos Aires, Imprenta Fontana (solo la prima parte)
- 1935, Buenos Aires, A. Guidi Buffarini (completa)
- 1950, Buenos Aires, Centro del Libro Italiano (testo riveduto dal traduttore)
- 1973 e 1981, Buenos Aires, EDIL (edizione poliglotta)
- 2014, Milano, Corriere della Sera, «La biblioteca di Papa Francesco»
Testena italianizza alcuni nomi: il sergente Cruz diventa «Croce», il Vecchio Vizcacha «Viscaccia», Picardía «Furbería». Nelle guide di questa edizione usiamo i nomi originali, come fanno gli studi.
Pubblichiamo la versione del 1919, l’unica di cui abbiamo un esemplare digitalizzato consultabile. Le revisioni successive possono differire.
Diritti
- Poema originale: José Hernández (1834–1886): pubblico dominio.
- Traduzione: Testena morì nel 1951: la traduzione è di pubblico dominio in Argentina e in Italia dal 1° gennaio 2022 (vita più 70 anni). Negli Stati Uniti è di pubblico dominio perché pubblicata prima del 1931.
- Edizioni moderne: Le edizioni moderne (per esempio 2014 o 2024) possono avere diritti propri su prefazioni, apparati e cura del testo: non sono state usate.
- Immagini: Le immagini del facsimile appartengono all’IAI e non sono incluse nel repository.
La trascrizione
Il testo è stato ricavato con il riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) dalle immagini dell’Ibero-Amerikanisches Institut; poi le colonne italiana e spagnola sono state separate e ogni strofa è stata assegnata al suo canto confrontandola con l’originale.
Risultato: 7106 versi in 46 canti (2241 nella prima parte, 4865 nella seconda). Stato: non collazionata. Limiti noti:
- Restano errori di OCR (per esempio «woglio» per «voglio», accenti e apostrofi alterati).
- Alcuni versi non letti dall’OCR mancano: la prima parte ha 2.241 versi contro i 2.316 dell’originale; il canto XIII ne ha 28 in meno.
- Alcune strofe possono essere tagliate male ai cambi di pagina.
- Non sono riprodotti il prologo né le note del traduttore.
Regola editoriale. Nessun verso è stato corretto, completato o generato. Ogni correzione futura va fatta contro il facsimile e documentata. Finché la collazione non è completa, le pagine dei canti non sono indicizzate dai motori di ricerca.
Corrispondenza fra originale e traduzione
Testena traduce strofa per strofa, ma non sempre con lo stesso numero di versi, e l’OCR ne ha perso alcuni. Invece di imporre una numerazione artificiale, la tabella mostra canto per canto quante strofe e quanti versi ha ciascuna versione, la pagina del libro e l’immagine del facsimile. La numerazione dell’originale è quella del lettore spagnolo (strofe numerate per tutta la parte).
Altre traduzioni italiane
- Mario Todesco, versione in prosa, Padova, 1959 (postuma, rivista da Venanzio Todesco). Il testo di Mario Todesco, morto nel 1944, è libero; la revisione potrebbe avere diritti propri. Nessuna copia digitale trovata.
- Francesco e Giuseppe Crocitto Cuonzo, Bahía Blanca, 1972. Protetta.
- Giovanni Meo Zilio, la prima parte (Milano, 1977) e il poema completo bilingue (Buenos Aires, 1985). Protetta. Meo Zilio è anche autore di uno studio sulle traduzioni italiane del poema ↗.
Queste versioni non sono riprodotte. Catalogo generale delle traduzioni (in spagnolo) →
Fonti e approfondimenti
Dati biografici e bibliografici controllati sugli studi di Cancellier e Iriarte. Il facsimile resta all’istituzione che lo conserva.
- Antonella Cancellier, «2019: a cent’anni dalla prima traduzione italiana di Martín Fierro», Oltreoceano. Rivista sulle migrazioni, 16 (2020), pp. 163–173.
- Sara Jaquelina Iriarte, «Traducir el Martín Fierro, una credencial cultural para Folco Testena», Cadernos de Tradução, 40, 2 (2020), pp. 98–111. DOI 10.5007/2175-7968.2020v40n2p98.
- Giovanni Meo Zilio, «Traduzioni italiane del Martín Fierro», Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes.