Il ritorno di Martín Fierro · 1879 · Traduzione di Folco Testena (1919)

Seconda parte · 1879 · traduzione italiana

Canto XXV

24 strofe · 133 versi nella traduzione · originale: 21 strofe, 126 versi

Trascrizione in revisione. Il testo è stato letto con OCR dal facsimile dell’edizione del 1919 e non è ancora stato collazionato verso per verso: possono esserci refusi o versi mancanti. Fa fede l’immagine della pagina.

E di lí a non molti giorni,

Forse perché il timore c'era

Che prendesser la leggera,

Fecero chiamar la gente

Per formare un contingente

Da spedire alla frontiera.

Ecco il gaucio incollerito

E la gente spaventata.

Uscí la pattuglia armata

E cacciò come pernici

Una turba d'infelici

Presi dentro la retata.

Il Camuso fier diceva:

“ Questa é gente viperina;

“fo li ho avvolti alla sordina,

“Non riuscirono a scappare:

“ Aveo l'ordine di fare

“ Caccia grossa e caccia fina.”

Quando venne il Comandante,

Disser tutti: “Iddio ci assista.”

Giunse e li passò in rivista

(Io facevo*il sempliciotto);

À ciascuno lanciò un motto

E li pose tutti in lista.

“Sta su dritto!” — disse a un negro

Non mi fare il semplicetto,

'l'u che sei il più maledetto

Dei dintorni, e sei tremendo;

E' un servizio che ti rendo

Se nella lista ti metto”.

A un altro

Tu non curi la famiglia,

Non le dai ciò che ha da avere;

Altre donne vai a vedere;

Giusto é, pezzo da galera,

Che ti insegni la frontiera

A compiere il tuo dovere.

A un altro

Anche tu sei fastidioso:

Ouando é lora di votare

Ti s'ha sempre da cercare

E seirsempre avvinazzato;

Perché sei insubordinato

Io ti vo' ingaggiare.

Dimmi tu: da quanto tempo

Nel comune sei venuto?

Perché al Giudice un rifiuto

Opponesti? Dove stai?

Non ti ho ancora visto mai;

Hai l'aspetto d'un perduto.

A un altro

Questo é un altro attaccabrighe

Che sta sempre all'osteria

Predicando o nella via,

Anarchizzando la gente.

Ecco, andrai col contingente,

E cosi finita sia.

A un altro

DalPultimo arruolamento

Vivi tu come un perduto;

Io non t'ho ancora veduto

Quando é il giorno di votare;

Noi ti abbiam fatto chiamare,

Né una volta sei venuto.

A un altro

Tu la passi ia signore,

Senza rendite né uffizio;

Non hai reso mai, servizio,

Né a votar venisti mai.

Marcia! Cosí finirai

D'essere di pregiudizio.

A un altro

M'hai da consegnare il foglio

Che si suole rilasciare,

In mia man deve restare,

Al ritorno lo riavrai;

Cosi, se diserterai

Ognun ti potrà acciuffare.

A un altro

Perché tu sei esonerato

Ti vorresti ribellare?

Tu non venisti a votare

Quando furon le elezioni;

Qui non valgono esenzioni,

E ti voglio raddrizzare.

Questi per questo motivo,

Altri per altra ragione,

Tutti quanti in conclusione

Senza grazia per nessuno,

Se n'andaron uno a uno

A ficcarsi in un cantone.

Li le povere sorelle,

Li le madri, lí le spose

Le lor lagrime affettuose

A versar dal gran dolore;

Ma con gemiti d'amore

Non si sanan tali cose.

Non importa che una madre

Disperata si lamenti,

Che un uom nei patimenti

Abbandoni figli e moglie;

Tacer devesi, altrimenti

Dopo il male il peggio coglie.

Si rivolgon, poverette,

O da questo o quel vicino;

Ma nel gener masculino

Quei che meno corre, vola;

E, si sa: una donna sola,

Cerca tela e trova lino.

Molte al Giudice di pace

Si rivolsero umilmente;

Quegli le trattò aspramente,

Poi, a mostrar la sua innocenza,

Disse: “Abbiate pazienza,

Ma io non posso far niente.

Invocando la pietà

Stava ognuna supplicante;

Quando il pianto fu bastante,

«Disse: il Giudice: “Lavato

M'ho le man come Pilato;

Questo é affar del Comandante.”

Al veder tanto abbandono

Dalla pena il cor s'apriva.

Qualche madre di lí usciva

Con tre, quattro figli o piú;

Figli sopra, figli-giú,

E d'ogni risorsa priva!

Tutte finiran, pensavo,

A perire di miseria;

Se di questa burla seria

Parlan male i poveretti,

Han ragione: c'é materia

D'afflizione ne' lor petti.

La numerazione di strofe e versi è quella della traduzione e non coincide con quella dell’originale spagnolo.

José Hernández, La vuelta de Martín Fierro (1879), canto XXV. Traduzione di Folco Testena, Buenos Aires, edizione della rivista «Nosotros», 1919. Pubblico dominio. Esemplare digitalizzato: Ibero-Amerikanisches Institut, Berlino.