Tl qual potrà così sperimentarmi.
Qualche cosa di bianco c'é in me pure,
Senza fare con ciò brutte figure:
Mia madre ebbe dieci figli; i primi
Il nero, eppur di ció non mena vanto;
Alla sua tenerezza ed al suo amore;
Libero vissi ognor, di lido in lido
E conosco il perché delle stagioni,
E so pur ciò che si nasconde in terra,
So quel che vive nel fondo del mare,
Dove nacquero i bei pesci guizzanti;
Perché cresca la pianta d'anno in anno
E perché i venti fischino al passare.
Son rude quando un rude mi é davanti
Chiedo perdon d'aver_osato tanto;
Se dovessi cadere in qualche errore,
Di ciò che il cantor umile dirà
Ognun può qualche cosa approfittare;
Anche dietro una fronte la pit nera
Ferve la vita ed un pensiero brilla;
Ascoltatemi dunque con tranquilla
Se vuoi risposta quello che domandi;
E se il parlare mio t'appaia fosco,
Nero é il diavol per i bianchi,
Piange il cielo, 'canta il cielo
Piange il ciel con la rugiada,
— 'Trotta pian, che ci son sassi
Vedo: molta scienza hai attinto,
quel che sai di piane e serre,
La numerazione di strofe e versi è quella della traduzione e non coincide con quella dell’originale spagnolo.