Il ritorno di Martín Fierro · 1879 · Traduzione di Folco Testena (1919)

Seconda parte · 1879 · traduzione italiana

Canto XXXI

12 strofe · 70 versi nella traduzione · originale: 1 strofe, 72 versi

Trascrizione in revisione. Il testo è stato letto con OCR dal facsimile dell’edizione del 1919 e non è ancora stato collazionato verso per verso: possono esserci refusi o versi mancanti. Fa fede l’immagine della pagina.

Dopo di queste parole

Che svelavan le intenzioni,

Procurarono i presenti

Che non si scendesse a rissa,

E si misero di mezzo

E la cosa fu appianata.

evitando di rissare,

Risaliron passo passo,

Come chi non ha timore,

T,ungo il margin d'un torrente

E discesero di sella.

Disellarono i cavalli,

Si sederon sulla terra

E mi misero a parlare

Tra di lor del piú e del meno,

Poiché ha molti ricordi

Por ognun la lontananza.

Li passaron la notte

Alla luce delle stelle:

Son le stelle un padiglione

che uno può trovar dovunque,

Ed il gaucio sa adattarsi

Come niuno mai s'adatta.

Materasso é la gualdrappa

son cuscini le coperte:

Sembran piume quelle cose,

E col poncio e con il manto

Salva se dalla rugiada

Ricoprendosi la testa.

Tiene a mano il suo coltello

Ed é buona la misura;

Briglie e frusta ben vicine

E il cavallo molto appresso:

E per bene assicurarlo

Ferma in terra ben la cinghia;

Benché l'uso delle cinghie

Da dell'uom mala opinione.

E cosí dorme tranquillo

Tutte le ore della notte,

E se é lungi dal sentiero

— come insegna la prudenza

Pitt sicuro che in sua casa

Uno russa a tutt'andare;

Ché nel suol non sono insetti,

Ed é quello un dormitorio

Da nessuno disputato

E nessuno mai contende.

C'é di meglio: che la notte

Un la passa come vuole

E così passan tutte

Né con ció spende di piú;

Ed inoltre, gli uccellini

Lo ridestan quand'é l'alba.

Poiché invano aspetta il sonno

Chi si corca senza cena,

Fu cosí che quella notte

passò lor come una festa,

Perché tutto sembra allegro

Quando il core si rallegra.

Viver non potendo insieme

Per la loro povertà,

Risolveron separarsi,

E d'andare ognun cercando

Un rifugio per sé stesso

Che lenisse la miseria.

Ma in attesa di sbandarsi

A iniziare vita nuova,

In quel campo solitario

A' suoi figli e a quel di Croce

favelló di tal maniera.

La numerazione di strofe e versi è quella della traduzione e non coincide con quella dell’originale spagnolo.

José Hernández, La vuelta de Martín Fierro (1879), canto XXXI. Traduzione di Folco Testena, Buenos Aires, edizione della rivista «Nosotros», 1919. Pubblico dominio. Esemplare digitalizzato: Ibero-Amerikanisches Institut, Berlino.