Il ritorno di Martín Fierro · 1879 · Traduzione di Folco Testena (1919)

Seconda parte · 1879 · traduzione italiana

Canto XVI

14 strofe · 80 versi nella traduzione · originale: 13 strofe, 78 versi

Trascrizione in revisione. Il testo è stato letto con OCR dal facsimile dell’edizione del 1919 e non è ancora stato collazionato verso per verso: possono esserci refusi o versi mancanti. Fa fede l’immagine della pagina.

Quando il vecchio cadde infermo,

Al veder che peggiorava

E speranza pit non dava.

E ogni _cura era già vana,

Gli portai una ciarlatana

Per veder se lo sálvava.

Non appena l'ebbe visto

“— E° spacciato” — disse quella

Donna;” — il vecchio sta. in cappella,

Ci va a dare uno spettacolo:

Proprio sotto delPascella

Gli € venuto un tabernacolo.

Dice il detto: “Nella mandria

Sempre un bue porta il campano.”

Un.'che udiva di lontano,

Disse, come chi sa assai:

“Tabernacolo?... Che strano!

Un tubercolo, dirai.”

Al sentirsi sí interrotto:

— Non mi sembra che sia il caso

Che altri qui ci ficchi il naso

Ribatté con voce amara.

— Tabernacol, sia persuaso,

Disse quella culandara.

Quel di fuori ripeté,

Contenendo le risate: eci

— Ma ne dici, esagerat

Caro mio, lasciati dire

Se le donne san guarire,

“Curandaie” son chiamate.

Non stan ben — disse il cantore

Molte mani in un sol piatto;

Dico a chi l'appunto ha fatto

E passar vuol da saputo,

Che a parlar non son venuto .

Tra poeti, niente affatto.

È per continuar la storia

A narrar del mio tutore,

Chiedo a questo gran dottore

Che seguir lasci la prova:

Quel che tesse, sempre trova

Un più bravo tessitore.

rta metere

A A a A A ee

Era infermo, come dissi,

E ogni giorno peggiorato;

lo, che n'era sgomentato,

Lo spiavo da lontano:

La sua bocca era un pantano

Di bestemmie... Che dannato!

è passai vicino a lui

Notti orribili d'inverno;

Malediva il Padreterno,

D'ogni santo mal diceva,

E al diavolo chiedeva

Lo portasse giú all'inferno.

Non si giunge a tali estremi

Se la colpa non é tanta.

Se vedea un'imagin santa

Diventava si turbato

Come se a un indemoniato

Si mostrasse l'acqua santa.

Non gli andavo mai vicino,

Ché temevo la sua zanna;

E cosí, mentre si danna,

Se alcun che dargli dovevo,

Da lontan gliela tendevo

Sulla punta d'una canna.

Sarà meglio, mi dicevo,

Che lo lasci abbandonato;

Ei persista nel peccato

E continui di tal sorte,

Sino a che venga la morte

A portarsi via il dannato.

Quando perse la favella

Un sonaglio nella mano

Gli legai. Guardò lontano

E annaspando con le mani

Tiró il fiato tra i suoi cani

E questo fedel cristiano.

La numerazione di strofe e versi è quella della traduzione e non coincide con quella dell’originale spagnolo.

José Hernández, La vuelta de Martín Fierro (1879), canto XVI. Traduzione di Folco Testena, Buenos Aires, edizione della rivista «Nosotros», 1919. Pubblico dominio. Esemplare digitalizzato: Ibero-Amerikanisches Institut, Berlino.