Il ritorno di Martín Fierro · 1879 · Traduzione di Folco Testena (1919)

Seconda parte · 1879 · traduzione italiana

Canto IV

22 strofe · 127 versi nella traduzione · originale: 22 strofe, 132 versi

Trascrizione in revisione. Il testo è stato letto con OCR dal facsimile dell’edizione del 1919 e non è ancora stato collazionato verso per verso: possono esserci refusi o versi mancanti. Fa fede l’immagine della pagina.

Prima ancor che il giorno schiari,

I/Indio suol far intronare

La campagna con l'urlare;

Qualche volta poi accadeva

— E nessuno si accorgeva

Che partissero a razziare.

Pria nascondono ogni cosa

Come gli animali astuti;

Poi quegli Indii capelluti

Che stan sempre sospettando,

Vanno a groppa galoppando

Mezzo nudi come bruti.

I'Indio in ogni scorreria

Il caval miglior procura,

E, com'arma sua sicura,

Ha la lancia e tiene il laccio

A portata del suo braccio:

Fisso é il laccio alla cintura.

E, così marcia leggero

Né il cavallo stracco pone;

A spronar nella tenzone

Usa un corno di castrato,

Che, quand'é bene aguzzato,

S'affibbia nel tallone.

Indio, se un caval possiede

Che dimostri valentía,

D'educarlo ha la mania,

Di tal cura si fa schiavo;

Lo da a nolo a un altro bravo

Quando c'é una scorreria,

E né meno il sonno piglia:

Lo fa ber, lo palpa e striglia;

E di notte, ve lo giuro,

Perché sia il caval sicuro

Lo circonda la famiglia.

E per ció avrete veduto,

Se mai caso vi s'é dato

—Se non lo avete osservato

D'oggi in poi vi sia presente

Che non c'é Indio valente

Che non vada ben montato.

I'Indio marcia a largo trotto,

E tal passo é buono e dura;

Sempre va per via sicura

E non va giammai all'azzardo:

Tutto vede col suo sguardo

Anco s'é la notte oscura.

Gl'Indii avanzano nel buio

Stesi in arco ben formato;

L'arco vien man man serrato:

Cosí, quando il di s'affaccia,

Resta frutto della caccia

Quanto nel cerchio é restato.

Han per segno un po' di fumo

Che s'eleva e'in alto 'arriva;

Han la vista tanto viva

Che lo vedon tutti quanti

Ed accorron galoppanti

E si assembrano cosí,

Sino a far quelle riunioni

Che vediam nelle invasioni

In si grande quantità;

Chi di qua vien, chi di lá

Sin dagli ultimi cantoni.

L'Indio fa guerra crudele:

Come belva al sangue avvezza;

Instancato assale, spezza,

Come fiera egli si slancia:

Nel cavallo e nella lancia

Sol ripone ogni salvezza.

Chi lo aspetta per la prova;

L'odio e Pira ognor rinnova

Perché é fiero e tutto ardisce:

Nessun prego lo addolcisce,

Né dolor c'é che '1 commova.

Senzà tregua né rispetto

D'ammazzare ha per oggetto;

E' crudel per condizione;

Mai non vibra compassione

Del selvaggio il cor nel petto.

Del león l'alacrità;

Il deserto inter non ha

Bestia ch'egli non intenda,

Né fiera che non gli apprenda

Qualche nuova crudeltà.

La barbarie sua é tenace,

Né lo vedrete cambiare;

Il desio di migliorare

Nel cervel rozzo non sta:

Il selvaggio solo sa

Ubbriacarsi e battagliare.

L'Indio non ride giammai

E voler che rida é vano;

Ei festeggia in modo strano

La riuscita scorreria.

E' del riso l'allegria

Dono che ha solo il cristiano.

Attraversano il deserto

Come animali feroci,

Lancian grida così atroci

Che ti fan sbiancar la guancia.

Certo, Dio contr'essi lancia

Di maledizioni le voci.

Tutto il peso del lavoro

Sulla donna fa cascare;

I/'Indio é Indio, e lavorare

Gli parrebbe umiliazione;

Egli é nato Indio ladrone

E ladrone vuol crepare.

Che avvelenin l'arme loro

Gli comandan le versiere.

Poiché Dio non san temere,

Nulla li puole infrenare.

Gl'Indii sogliono portare

Nomi di animali e fiere.

E son — Cristo benedetto!

I più sudici del mondo;

Sempre l'Indio vagabondo

— E il ricordo mi fa male

Fa la vista del maiale

Sotto quel suo covo immondo

Non può niuno imaginare

E' una cosa che fa orrore.

T/Indio, barbaro, non sa

Che il terren frutto non dá

Se non lo bagna il sudore.

ciro ee

La numerazione di strofe e versi è quella della traduzione e non coincide con quella dell’originale spagnolo.

José Hernández, La vuelta de Martín Fierro (1879), canto IV. Traduzione di Folco Testena, Buenos Aires, edizione della rivista «Nosotros», 1919. Pubblico dominio. Esemplare digitalizzato: Ibero-Amerikanisches Institut, Berlino.