Il ritorno di Martín Fierro · 1879 · Traduzione di Folco Testena (1919)

Seconda parte · 1879 · traduzione italiana

Canto XXVI

11 strofe · 65 versi nella traduzione · originale: 11 strofe, 66 versi

Trascrizione in revisione. Il testo è stato letto con OCR dal facsimile dell’edizione del 1919 e non è ancora stato collazionato verso per verso: possono esserci refusi o versi mancanti. Fa fede l’immagine della pagina.

Quando giunse il turno mio,

“Or ci son”, dissi; e benché

Reo non fossi di gran che,

Non so, come, ma temevo;

Wassicuro io, che avevo

Sulle labbra un “ahi di mé!”

Disse ch'ero un vagabondo,

Giocatore, mal'arnese;

Che da quando ero al paese

Aveo tutti infastidito,

Ch'ero anch'io mezzo bandito

Come chi mi mise al mondo.

Si può dar che un abbia un vizio

E non si sappia emendare,

Ma nessun può tollerare

Di parole un tale abuso:

Vidi ben ch'era il Camuso

Che dovevo ringraziare.

Quanto disse quel signore

Svegliò in me curiosità

Dissi: “Dunque costui sa

Che mio padre fu un bandito.”

Da quel giorno e da quel sito:

lo cercai la verità.

E mi misi a scandagliare,

Feci voti al buon Gesti;

Quando non speravo più,

Seppi alfin con allegria

Che autor della vita mia

Il sergente Croce fu.

Ben sapevo la sua storia

Ed avevo ognor presente

Che mio padre, bravamente,

Comandando una partita,

Arrischiato avea la vita

In difesa di un valente.

Oggi prego Iddio pietoso

Che lo chiami alla sua gloria.

Restar deve la sua storia

Del figliolo suo nel petto:

Al morir mi ha benedetto,

Santa sia la sua memoria.

Io giurai di fare emenda

E lo conseguii davvero;

Posso dirlo, e son sincero

Che s'ebbi difetti brutti,

Mi corressi poi di tutti

Dopo che seppi chi ero.

Chi sa essere buon figlio

Su' suoi cresce modellato.

Quegli che cresce a suo lato

E a suo padre non fa onore,

Merita pel suo peccato

Del destino ogni rigore.

Tutti i vizi emendare

E riuscii tutto a scordare;

Ma per gran disgrazia mia,

Il nomignol Furbería

Non ine lo potei levare.

L'uom che gode di buon nome

Molte noie può evitare.

Chi mal nome ebbe a acquistare

(Non scordate l'avvertenza

Che mi vien dall'esperienza),

Non lo può pit cancellare.

La numerazione di strofe e versi è quella della traduzione e non coincide con quella dell’originale spagnolo.

José Hernández, La vuelta de Martín Fierro (1879), canto XXVI. Traduzione di Folco Testena, Buenos Aires, edizione della rivista «Nosotros», 1919. Pubblico dominio. Esemplare digitalizzato: Ibero-Amerikanisches Institut, Berlino.