Letteratura argentina · Guida alla lettura
Che cos’è Martín Fierro?
Un uomo canta la perdita della casa, della libertà e del suo posto nel mondo. Attraverso la sua voce, José Hernández trasformò le durezze della campagna argentina dell’Ottocento in una delle opere più durature della letteratura del suo paese.

In breve
- Autore
- José Hernández (1834–1886)
- Prima parte
- El gaucho Martín Fierro (1872), 13 canti
- Seconda parte
- La vuelta de Martín Fierro (1879), 33 canti
- Forma
- Poema narrativo, per lo più in sestine di versi ottonari; letteratura gauchesca
- Lingua originale
- Spagnolo del Río de la Plata, con forme della parlata rurale
- In italiano
- Folco Testena, Buenos Aires, 1919 (pubblico dominio)
Che tipo di opera è?
Martín Fierro è un poema narrativo scritto dall’argentino José Hernández e pubblicato in due parti, a sette anni di distanza. Il protagonista è un gaucho, un cavaliere delle grandi pianure dell’Argentina e delle regioni vicine, che racconta in prima persona la propria vita.
A prima vista sembra una storia raccontata attorno al fuoco: cavalli e lavoro, amicizia e inimicizia, perdita e resistenza. Ma la voce apparentemente semplice nasconde una domanda difficile: che cosa succede quando le istituzioni che dovrebbero governare un uomo considerano sacrificabile il suo modo di vivere?
Con letteratura gauchesca si intende una tradizione che usa la figura e la parlata del gaucho come materia poetica. Non significa che il poema sia una registrazione fedele di ciò che i gauchos dicevano: Hernández era uno scrittore che faceva scelte artistiche e politiche.
Io cantando vo' morire,M°han cantando da interrare,E cantando ho da arrivareAl pie' dell'Eterno Padre.Io dal ventre di mia madreVenni al mondo per cantare. Cantando me he de morirCantando me han de enterrar,Y cantando he de llegarAl pie del eterno padre:Dende el vientre de mi madreVine a este mundo a cantar. Che cosa racconta?
Prima parte: un uomo cacciato da casa (1872)
All’inizio Fierro ricorda una vita di lavoro e di famiglia. Quella stabilità crolla quando viene portato a servire in un fortino di frontiera. Disciplina militare, privazioni e ingiustizie cambiano il suo rapporto con l’autorità; quando finalmente torna, la casa non c’è più. Diventa un fuggiasco, e il poema lo segue attraverso scontri violenti e una profonda solitudine. Il sergente Cruz, mandato a catturarlo, sceglie di schierarsi con lui: i due partono insieme verso le terre oltre la frontiera.
Seconda parte: ritorno, testimonianze e consigli (1879)
La vuelta cambia accento. Prendono la parola altri personaggi, fra cui i figli di Fierro e il figlio di Cruz, e le loro storie mostrano altre forme di sofferenza e di sopravvivenza. Il poema si chiude con i celebri consigli che Fierro dà ai giovani prima che le loro strade si separino.
Le due parti non dicono la stessa cosa: la prima dà voce alla spoliazione e alla ribellione, la seconda esplora le possibilità e i compromessi del vivere di nuovo in società. Leggi la trama completa delle due parti →
La storia dietro il poema
Nell’Argentina dell’Ottocento la società rurale cambiava mentre lo Stato cercava di consolidare il controllo sul territorio e sul lavoro. Il servizio militare alla frontiera, i metodi di reclutamento, i conflitti con i popoli indigeni e il trattamento diseguale dei lavoratori della campagna fanno parte del paesaggio storico in cui Hernández scriveva.
Il poema contiene anche descrizioni ostili e spesso piene di pregiudizi dei popoli indigeni e di personaggi afrodiscendenti. Appartengono al testo storico e vanno lette con spirito critico, non ripetute come fatti. Approfondisci il contesto storico →
Perché conta ancora?
Il poema ha resistito al tempo perché dà parole a un’esperienza che va oltre il suo tempo: la paura di perdere il proprio sostentamento, il dolore della separazione dalla famiglia, la richiesta di essere trattati con dignità. Contano anche il suono e la forma: Fierro non è descritto da un narratore esterno, ma difende la propria causa cantando.
Le generazioni successive ne hanno fatto un simbolo dell’identità argentina, e l’Argentina celebra il Giorno della Tradizione il 10 novembre, anniversario della nascita di Hernández. Ma essere diventato un’icona non lo mette al riparo dalle domande difficili su violenza, pregiudizio e codici d’onore che il poema mette in scena.
Per l’Italia il poema ha anche un legame particolare: la prima traduzione in un’altra lingua nacque a Buenos Aires, nella grande comunità italiana, per mano del marchigiano Folco Testena. Scopri la storia della traduzione →
Come cominciare a leggerlo
Comincia dal primo canto del 1872, in cui Fierro si presenta come cantore; segui il racconto della frontiera e poi passa alla seconda parte. Tieni a mente qualche parola: gaucho è il cavaliere della pampa, payada è il canto poetico improvvisato a botta e risposta, la pulpería era l’emporio e luogo d’incontro della campagna. Il glossario ne spiega altre.
Leggi il canto I in italiano → · Leggi il canto I in spagnolo → · Riassunti per canto →
Domande frequenti
Di che cosa parla Martín Fierro?
Racconta la storia di un gaucho arruolato a forza per il servizio militare alla frontiera, della distruzione della sua famiglia, della fuga dalle autorità e, nella seconda parte, del tentativo di ritrovare i figli e di tornare a vivere fra gli altri.
Chi lo ha scritto?
José Hernández (1834–1886), scrittore, giornalista e uomo politico argentino.
Quando fu pubblicato?
La prima parte, El gaucho Martín Fierro, uscì nel 1872; la seconda, La vuelta de Martín Fierro, nel 1879.
Esiste in italiano?
Sì. La prima traduzione italiana completa, in versi, è di Folco Testena (Buenos Aires, 1919) ed è quella che si legge in questo sito. Ne sono seguite altre (Mario Todesco, in prosa, 1959; Francesco e Giuseppe Crocitto Cuonzo, 1972; Giovanni Meo Zilio, 1977 e 1985), che non riproduciamo perché i diritti non sono liberi o non sono stati verificati.
Fonti e approfondimenti
Questa guida è testo originale in italiano, scritto per l’edizione italiana; le citazioni del poema vengono dalla traduzione di Folco Testena (1919) e dal testo spagnolo del sito.